Volturara Appula è un piccolo borgo dei Monti Dauni settentrionali, al confine con Campania e Molise: un paese di antica sede vescovile, sorgenti sulfuree, boschi, tratturi, memorie valdesi, architetture romaniche e tradizioni legate alla transumanza.
🌿 Un borgo sul confine appenninico
Volturara Appula sorge su una collina dei monti della Daunia, nel nord-ovest della Puglia, in posizione di diretto confine con la Campania e non lontano dal Molise.
Il territorio è caratterizzato da zone boschive, sorgenti sulfuree, corsi d’acqua, antichi tratturi e paesaggi appenninici di grande suggestione.
La posizione di confine ha segnato nel tempo la storia, le relazioni e l’identità culturale del paese.
🏷️ Origini del nome
Il nome Volturara potrebbe derivare dal latino vultur, cioè avvoltoio, con il suffisso -ara a indicare un nome collettivo.
Il significato sarebbe quindi “zona degli avvoltoi” o “città degli avvoltoi”.
La specificazione Appula fu aggiunta ufficialmente nel 1862, per indicare l’appartenenza all’Apulia, antico nome della parte centro-settentrionale dell’attuale Puglia.
⛪ Antica sede vescovile
Volturara Appula fu sede vescovile per molti secoli e per questo ebbe anche il titolo di città.
La data della sua fondazione è sconosciuta, ma il centro è già citato come Vulturaria in un’epistola del 969 di papa Giovanni XIII.
In quel documento compare tra le sedi suffraganee di rito greco legate a Benevento.
🏛️ Diocesi di Volturara e Montecorvino
Nel 1433 la diocesi di Volturara incorporò quella di Montecorvino.
In seguito, con il concordato del 1818 tra Ferdinando I delle Due Sicilie e papa Pio VII, Volturara fu aggregata alla diocesi di Lucera.
Tra i suoi presuli si ricorda Alessandro Geraldini, primo vescovo del Nuovo Mondo, sepolto nella cattedrale di Santo Domingo.
🏰 Feudi, conti e signorie medievali
Tra la fine del X secolo e l’inizio dell’XI, Volturara è ricordata da alcuni autori come parte della contea di Loritello.
Nel Catalogus Baronum di epoca normanna figura tra i feudi posseduti dal conte Filippo di Civitate.
Dopo la conquista angioina, metà del feudo, divenuto possesso del vescovo, fu concessa al milite Ugone de Sully.
📜 Monasteri e documenti medievali
Nelle Rationes decimarum è citato, tra il 1310 e il 1328, un Monastero di San Pietro in Parietibus.
Di questo monastero non si hanno successive notizie, ma la sua menzione conferma la complessità religiosa del territorio medievale volturarese.
Nel 1442 re Alfonso I concesse all’Universitas un’esenzione decennale dal pagamento delle collette, a causa dei danni subiti durante il conflitto con Renato d’Angiò.
🏛️ Cavaniglia, Carafa e ripopolamento
Nel 1447 Volturara risulta tra i possedimenti di Garcia Cavaniglia, conte di Troia.
Alla fine del Quattrocento passò a Giovannella De Molisio, che portò la città in dote ad Alberico Carafa, duca di Ariano.
All’inizio del Cinquecento, quando Volturara era quasi disabitata, Beatrice Carafa la ripopolò con una colonia di provenzali.
📜 Statuto, valdesi e inquisizione
Ai nuovi abitanti provenzali fu concesso uno Statuto, riscoperto nel Novecento e divenuto noto per la sua anticipatrice liberalità.
Molti di questi coloni erano probabilmente originari delle valli valdesi del Piemonte.
Nel biennio 1563-1564, a seguito della repressione delle colonie valdesi, gli abitanti di Volturara furono sottoposti a un procedimento inquisitorio condotto dal gesuita Cristoforo Rodriguez.
🏛️ Gonzaga, Caracciolo e Pignatelli
Nel 1528 Volturara fu requisita dalla Regia Curia dopo la ribellione dei Carafa.
Nel 1532 fu assegnata a Ferrante Gonzaga, principe di Molfetta e comandante della cavalleria di Carlo V.
In seguito il feudo passò a Francescantonio Villano, ai Carafa, ai Caracciolo e infine ai Pignatelli, duchi di Montecalvo, che lo mantennero fino all’abolizione del feudalesimo.
🌾 Monte frumentario e opere sociali
Nel 1624 Michele Ajasso fondò, con un lascito, il primo Monte frumentario del Regno di Napoli.
Dal Catasto onciario del 1743 risulta anche l’esistenza di un Monte per le vedove e gli orfani, sostenuto dal Capitolo della cattedrale e da donazioni private.
Queste istituzioni raccontano una lunga storia di solidarietà comunitaria e assistenza sociale.
🔥 Carboneria e Ottocento
Dopo la caduta di Gioacchino Murat e la restaurazione borbonica, Volturara divenne un attivo centro carbonaro.
Gli affiliati locali alla Carboneria furono riportati negli studi dedicati alla Carboneria in Capitanata.
Anche questa pagina lega il borgo alle tensioni politiche e civili dell’Ottocento meridionale.
⛪ Ex cattedrale della Vergine Assunta
L’ex chiesa cattedrale, dedicata alla Vergine Assunta, risale al XIII secolo e conserva un possente campanile a torre.
Di stile romanico pugliese, custodisce al suo interno un altare policromo del XVII secolo e tele seicentesche raffiguranti i santi Pietro e Paolo.
L’edificio nacque dall’ampliamento di una primitiva chiesa cattedrale dedicata a San Michele Arcangelo.
⛪ Santuario della Madonna della Sanità
Il santuario della Madonna della Sanità risale al XVI secolo.
Secondo la leggenda, fu fatto edificare dal marchese Bartolomeo Caracciolo in segno di riconoscenza dopo essere rimasto illeso in seguito a una brutta caduta da cavallo o a un incidente con la carrozza.
Il santuario ha ospitato la prima casa dell’ordine delle Suore Apostole del Sacro Cuore.
🕊️ Maria Crocifissa del Divino Amore
L’ordine delle Suore Apostole del Sacro Cuore fu fondato nel 1936 dalla beata Suor Maria Crocifissa del Divino Amore, al secolo Maria Gargani.
La religiosa fu discepola di San Pio da Pietrelcina.
Questo legame rende il santuario un luogo importante per la spiritualità del Novecento nel SubAppennino Dauno.
⛪ Chiesa del Carmelo
La chiesa del Carmelo è un piccolo tempio della seconda metà del Settecento.
Fu sede dell’omonima confraternita ed edificata su iniziativa della famiglia Campolattaro.
In origine ospitava tele dedicate a Santa Lucia e a San Pasquale Baylón, attribuite al pittore molisano Michele Scarojna.
🏛️ Palazzi storici
Tra le architetture civili si ricordano il Palazzo Ducale Caracciolo, del XVI secolo, poi rimaneggiato e trasformato in residenza civile.
Di interesse è anche Palazzo Cairelli, costruito all’inizio dell’Ottocento con impronta neoclassica.
Questi edifici testimoniano la storia nobiliare e civile del borgo.
🐑 Taverna e mulino di Campolattaro
La taverna e il mulino di Campolattaro sono legati alla storia della transumanza e delle vie di passaggio.
Il mulino ad acqua, oggi diruto, potrebbe essere antecedente all’incastellamento dell’abitato.
La cosiddetta Taverna era probabilmente uno xenodochium, cioè luogo di sosta per pellegrini, viaggiatori e animali.
🐏 Tratturi e transumanza
Il territorio di Volturara Appula è attraversato dal tratturo Castel di Sangro-Lucera.
Il percorso entra da Crocella di Motta, attraversa la valle del torrente La Catola, sale da Campolattaro verso Monte Sant’Angelo e prosegue verso San Marco la Catola.
Da qui si diramava anche il tratturello Volturara-Castelfranco, diretto verso Castelfranco in Miscano.
🌍 Patrimonio della transumanza
Volturara Appula è stata citata tra i luoghi simbolo della transumanza in Italia.
Il riferimento è legato alla proclamazione della transumanza come patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO, avvenuta l’11 dicembre 2019.
Questa memoria valorizza il ruolo del paese nelle antiche vie pastorali dell’Appennino.
🌲 Boschi, sorgenti e torrenti
Tra le aree naturali del territorio si ricordano il sentiero boschivo in località Bufera, il Bosco Sant’Antonio in località Macchia Rossa e la sorgente Fontana Uizzo.
Il torrente Gianpaolo, a carattere torrentizio, presenta lungo il percorso diverse cascate naturali.
Nasce dalla sorgente di Fontana Uizzo e confluisce nel canale dei Graci presso la fontana del Presepe.
🎭 Tradizioni e feste
La festa di Maria Santissima della Sanità è una delle celebrazioni più importanti di Volturara Appula.
Durante la festa, una statua lignea della Madonna con il Bambin Gesù, rivestita delle donazioni votive accumulate negli anni, viene portata in processione per le vie del paese.
Sant’Antonio Abate
A gennaio si festeggia Sant’Antonio Abate con l’accensione dei falò lungo le strade del paese.
Fiera di San Luca
Il 18 ottobre si svolge la Fiera di San Luca, che secondo la tradizione sarebbe stata istituita da Federico II di Svevia.
🍝 Cucina e sapori locali
La cucina di Volturara Appula riflette la tradizione contadina e pastorale dei Monti Dauni settentrionali.
I sapori locali sono legati ai cereali, ai legumi, alle verdure di stagione, all’olio d’oliva, ai formaggi, alle carni e alle preparazioni semplici della cucina familiare.
La storia della transumanza, dei tratturi, dei boschi e delle sorgenti contribuisce all’identità gastronomica del borgo.
🧭 Perché visitare Volturara Appula
Volturara Appula è una destinazione ideale per chi vuole scoprire un piccolo borgo del SubAppennino Dauno settentrionale, ricco di storia religiosa, paesaggi naturali e memorie della transumanza.
L’ex cattedrale romanica, il santuario della Madonna della Sanità, i palazzi storici, i tratturi, le sorgenti sulfuree, il Bosco Sant’Antonio, il torrente Gianpaolo e le tradizioni popolari rendono il paese una tappa autentica dell’entroterra pugliese.
🏡 Strutture e soggiorni a Volturara Appula
Soggiornare a Volturara Appula significa vivere il SubAppennino Dauno tra storia vescovile, tratturi, boschi, sorgenti sulfuree, santuari e paesaggi di confine tra Puglia, Campania e Molise.
Il paese è ideale per chi cerca turismo lento, spiritualità, percorsi naturalistici, memoria della transumanza e itinerari tra Volturara Appula, San Marco la Catola, Celenza Valfortore, Roseto Valfortore, Motta Montecorvino e il confine campano-molisano.
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